Direzione Risorse Umane e Digital Transformation: un nuovo Umanesimo

E’ sotto gli occhi di tutti noi che, con alcune e apprezzabili eccezioni, la Direzione RU ha, negli ultimi venti anni, visto ridurre il proprio raggio di azione. E’ un ricordo che risale agli anni 70/80 la presenza diffusa delle Direzioni HR nei Board e nei Comitati di Direzione e il ruolo di indirizzo strategico connesso.

L’evoluzione, o meglio l’involuzione, che è intervenuta e che è tuttora in essere, vede identificare il ruolo delle risorse umane, come un centro di competenze e di servizi. In questa impostazione, il ruolo degli HR è sempre piu compresso a valle del processo decisionale, privandoli spesso della loro capacità e responsabilità di disegnare l’organizzazione a misura e a sostegno dello sviluppo del business.

L’impatto formidabile della digital transformation sulle organizzazioni offre, a mio avviso, un’occasione importante per invertire questa tendenza: un assist prezioso alle direzioni RU per recuperare un ruolo di pieno governo e non più di “business partnership”, come il trend degli ultimi anni aveva favorito.

La sfida si gioca tutta sulla capacità di assumere un ruolo di guida nei cambiamenti organizzativi che inevitabilmente le innovazioni tecnologiche stanno sollecitando. Per far questo, i direttori HR hanno la necessità di contaminarsi essi in primis con nuove competenze e, prima ancora, di traghettare se stessi e le proprie organizzazioni in un nuovo paradigma nel quale la centralità dell’uomo diventa un asset fondamentale non solo all’interno dell’azienda, bensì per la realizzazione della società 5.0: una società dove la digital transformation va oltre le aziende pubbliche e private e permea la società intera, garantendo un modello di sviluppo economico sostenibile e l’abbattimento a tendere dei problemi sociali.

Un’utopia forse? Beh, Olivetti avrebbe detto che un sogno resta tale fino a quando non si comincia da qualche parte. Ed io credo che ogni direzione HR, a partire dalla sua organizzazione, possa contribuire con la giusta leadership e competenza alla realizzazione di questa Utopia: un’intelligenza Artificiale che sia democratico fattore abilitante e che consente all’uomo di riappropriarsi della sua dimensione di filosofo e pensatore, alla guida del cambiamento.

a cura di
Massimo Quizielvù
Managing Partner, Glasford International Italy